In due parole...

Come Domenico vogliamo manifestare e proclamare con la nostra vita e la nostra parola, la misericordia di Dio, la liberazione e la riconciliazione di tutti gli uomini in Gesù Cristo.

Login

Home » Notizie » Festa di San Tommaso - 2011
A+ R A-
 

L’Associazione san Tommaso d’Aquino di Fondi organizza un triduo in onore del santo “Dottor Angelicus”

Fondi  28/30 gennaio 2011

Con i vespri solenni di venerdì sera nella Cappella di san Tommaso, sono iniziate le celebrazioni per ricordare il “dottor angelico” che in questa terra di Fondi (LT) è ricordato per la sua presenza sia da vivo che da morto quando il suo corpo venne trasferito da Fossanova (LT) nella cappella a lui dedicata  (nel complesso dell’ex ospedale cittadino ed ex convento di san Domenico)  prima di essere definitivamente sepolto a Tolosa.

 Le giornate di eventi sono state organizzate dall’Associazine Culturale “San Tommaso d’Aquino” con l’aiuto delle suore domenicane presenti sul territorio

Sabato 29 dopo la messa, padre Robert Ombres, domenicano, ha dato inizio alle attività del Centro Culturale san Tommaso , inaugurato la sera precedente dal rev parroco don Guerino Piccione , presidente dell’Associazione Culturale,  con la conferenza “Dio , gli angeli e noi”.

Gli angeli aiutano a capire qualcosa di noi e qualcosa di Dio: non si può riflettere su di loro senza chiedersi chi siamo noi e perché siamo diversi da loro. Da un lato sembrano far parte di un mondo sorpassato dalla scienza, dall’altro sono riflessi di trascendenza, di bellezza, di gloria. “Parlare degli angeli è parlare del cosmo che non riusciamo a capire ancora : metà superstizione, metà scienza primitiva.... Per sanTommaso tutto ciò che c’è, tutto è di Dio, è precisamente la varietà di cose create che ci dà un’idea della perfezione di Dio... unico creatore... C’è un tipo di essere che è solo materia,  c’è un tipo di essere che è solo spirito, gli angeli, ma noi partecipiamo di tutte e due.” Se dimentichiamo una delle due dimensioni, iniziano per noi errori di comprensione nel pensiero, nel comportamento morale. Il mondo degli angeli e il nostro non sono paralleli, c’è un solo universo nel quale lasciare spazio a tutte e due le dimensioni per non perdere noi stessi completi di corpo (mondo della natura/creato materiale) e di anima ( mondo spirituale/creato spirituale), per non essere metà di quello che siamo.

Domenica 30 Gemellaggio con la città di Aquino che, con una nutrita rappresentanza cittadina accompagnata dal parroco, è intervenuta ai festeggiamenti con il corteo storico in costume : figuranti hanno sfilato per le vie di Fondi ricreando l’atmosfera medioevale che ha vissuto il suo culmine nel chiostro di san Tommaso. 

Festa di san Tommaso ad  Aquino

 

Il 5 marzo 2011 , in preparazione alla risposta di  gemellaggio con la  città di Aquino per la festa cittadina dedicata al santo patrono , la nostra consorella sr Francoise Thérèse o.p. ha tenuto per i soci dell’Associazione  una conferenza – studio su “ san Tommaso, apostolo della Verità”  visto come un santo di oggi, modello  di “frate –predicatore” in cui Dio si è compiaciuto di realizzare l’ideale domenicano.

« I santi -  dice san Tommaso stesso -  sono lodati particolarmente di una virtù, o di un’altra, per la maggior prontezza nel compierne gli atti rispettivi » .

Raggruppata in tre tappe , è stata presentata la vita dell’Aquinate come 1) Uomo chiamato da Dio  2) Difensore della verità e 3) Apostolo con la penna.

1) Nato a Roccasecca (località fra Roma e Napoli) nel 1225 da una delle più nobili famiglie di guerrieri, Conforme ai costumi dell’epoca, è destinato, come maschio ultimogenito, alla vita religiosa e  viene mandato nella Badia benedettina di Montecassino. E’un ragazzino intelligente, silenzioso che preferisce lo studio ai giochi rumorosi e la vita del monastero gli insegna la sobrietà, la riflessione e la padronanza di sé.

Inviato a Napoli nel 1240, città universitaria che attirava in quell’epoca  la gioventù  per un grande movimento scientifico, filosofico, teologico, vi scopre la sua vocazione di maestro e la sua vera famiglia religiosa : l’ordine Domenicano. Vestito dell’abito , probabilmente nel 1244, è subito segnalato ai superiori per i suoi doni prodigiosi, ma, la famiglia , in particolare sua madre Teodora, non è daccordo con la sua scelta . Nel tentativo di dissuaderlo lo farà rapire cercando di convincerlo a tornare all’ideale benedettino. Per Tommaso però l’Ordine di san Domenico, concepito per rispondere ai bisogni attuali, concordava con lo scopo che lui si proponeva : la predicazione « verbo et exemplo ». Tommaso aveva trovato la sua via e non l’avrebbe cambiata.

Liberato nel 1245 parte per Parigi dove, dopo l’emissione dei voti solenni, entra a far parte della comunità  nel convento di Saint Jacques alla quale è stato assegnato anche  san Alberto Magno, del quale divenne discepolo e lo seguì nel suo trasferimento a nel convento studio di Colonia

I frati domenicani avevano soprannominato Tommaso « il bue muto » perché aveva l’abitudine di tacere. Se questo è esatto, l’espressione riassume le due caratteristiche più note di Tommaso : la robustezza fisica e la riservatezza che aveva coltivato in sé fin dall’adolescenza.

Alberto  Magno  che  fu  molto  colpito   dall’intelligenza  e   dalla  capacità  speculativa   che traspariva appunti Tommaso  decise di organizzare una disputa scolastica su  una  difficile   questione   trattata   in   classe.  Si   dice  che   Alberto   fu   così impressionato dalla capacità di Tommaso in quell’occasione che esclamò :  « Lo chiamiamo bue muto, ma egli darà un muggito tale nella dottrina che risuonerà in tutto il mondo ».

2) Nel 1252 Tommaso arrivò nel convento St.Jacques a Parigi dove si viveva un momento di particolare turbamento. I rapporti amichevoli che erano intercorsi precedentemente tra i domenicani e i maestri secolari dell’università si erano mutati in odio acerrimo e in forti contrasti. Divenuto Maestro in Teologia, Le sue funzioni erano di leggere, disputare e predicare. Leggere la Sacra Scrittura e commentarla versetto per versetto ; disputare, cioè insegnare con una pedagogia attiva, in cui si procedeva per obiezioni e risposte, su un dato tema e in fine predicare la Parola di Dio.

Nella disputa che metteva in gioco la legittimità stessa del ministero di religiosi che pretendevano di votarsi allo studio e all’insegnamento e vivere non del proprio lavoro, bensì nella mendicità con l’accusa agli ordini mendicanti di rompere con le tradizioni monastiche, Tommaso risponde veemente con il trattato “Contra impugnantes Dei cultum et religionem”. In esso, dopo aver  definito  la  vita  religiosa e legittimato i nuovi ordini, particolarmente per quanto riguarda il ministero dell’insegnamento, della predicazione e della confessione, così come la povertà mendicante, scrive << Ogni ordine religioso è stato fondato secondo il modello della vita apostolica, secondo quanto è detto negli Atti : tutto era in comune fra di loro... La vita apostolica fu tale che dopo aver abbandonato tutto, essi andarono per il mondo per evangelizzare e predicare, come si può vedere in Matteo 10 dove questo viene imposto loro come una regola. Si può dunque ben istituire un ordine religioso per questi due compiti>>.

Più tardi certamente Tommaso si ricorderà di tutto ciò che aveva vissuto quando nella Somma Teologica risponderà alla questione : Se sia lecito istituire un Ordine religioso dedito allo studio . Scrive Tommaso : « Lo studio serve innanzitutto alla vita contemplativa sia col gettare la luce sulla realtà divina da contemplare, sia col preservare dagli errori in cui cadono facilmente i contemplativi che non conoscono le sacre Scritture. Lo studio è poi necessario per gli Ordini  istituiti  per   predicare e  per   esercitare altri simili ministeri. Esso serve anche come mezzo di penitenza e di purificazione, perché preserva la mente da pensieri lascivi e castiga il corpo con la fatica che comporta, fa prevalere l’amore della sapienza su quello dei beni terreni ed è una tessera dell’ubbidienza per coloro che vi si dedicano in forza della loro professione religiosa .

Tornato nel 1259 in Italia vi rimarrà per una decina di anni.

Nel 1268  è richiamato a Parigi per aiutare a confutare pericoli per la fede cristiana : l’averroismo, i secolari che si opponevano all’insegnamento dei religiosi, i conservatori delle facoltà di teologia.

In queste controversie Tommaso rimane fedele a se stesso come un lottatore che non esita a battersi quando è necessario e pronto a rispondere a qualsiasi sfida; leale e rigoroso certo, ma anche impaziente nella polemica dinanzi a degli avversari che non comprendono il peso di un’argomentazione, indignato di fronte alle loro discussioni che scalzano la fede, e anche ironico quando si rivolge ad essi come se fossero gli unici esseri ragionevoli con cui sarebbe apparsa la saggezza.

Si vede, quindi, la volontà di Tommaso di non compromettere la fede - con il pretesto di difenderla , con   un’argomentazione   inefficace, come   accade a  volte   nella cerchia dei teologi. Dà prova di lealtà intellettuale e rispetto degli avversari accetteranno di dialogare con lui.

3) Una delle opere più importanti di Tommaso è la Summa contro Gentiles.  Come  la più  famosa   Summa  Theologica, l’opera  non   faceva  parte delle lezioni ordinarie. Scrisse anche diversi commenti, delle questioni disputate, dei trattati...Tommaso non si è limitato allo stretto studio e all’ insegnamento. E’ elencata  la liturgia del Corpus Domini fra le opere di Tommaso.

A Roma, tenne la predicazione della Settimana Santa nella Basilica di San Pietro, parlando della Passione di Cristo.           

Nel 1265, ad Anagni, si riunì il capitolo provinciale della provincia romana. Ė deciso di fondare a Santa Sabina uno studium per tutta la provincia. Tommaso ne sarà il reggente.

A Napoli, Tommaso non solo si occupò dei suoi studi, delle sue lezioni, delle sue opere e delle dispute teologiche, ma si dedicò anche alla predicazione, soprattutto durante l’intera Quaresima 1273. Predicò ogni giorno in volgare napoletano e si legge nel processo di canonizzazione :« quasi tutta la popolazione di Napoli andava ogni giorno a sentire i suoi sermoni » e Guglielmo di Tocco nota: «La gente lo ascoltava con un tale rispetto che la sua predica sembrava provenire direttamente da Dio »

Era costantemente intento ad insegnare, scrivere, predicare, o pregare, e dedicava pochissimo tempo al cibo o al sonno. Nonostante questo la sua salute fu sempre ottima.

Il 6 dicembre 1263 egli fu improvvisamente colpito da qualche cosa che lo sconvolse profondamente e provocò il lui un grande cambiamento. Dopo una Messa egli non scrisse né dettò più nulla. E la terza parte della Somma Teologica non era finita. Tommaso si fermò sui sacramenti, alla penitenza, lasciando al suo discepolo la cura di finire la sua opera capitale.  Con affetto e rispetto Reginaldo incitò il suo maestro a proseguire il lavoro: « Padre, come puoi lasciare una opera tanto notevole che hai intrapresa per la lode di Dio e l’illuminazione del mondo ? » Tommaso gli replicò :  « Promettimi, in nome del Dio vivo e onnipotente e della tua fedeltà al nostro ordine, e dell’amore che nutri per me, che non rivelerai mai, finché sarò vivo, ciò che ti dirò. Tutto ciò che ho scritto è come paglia per me in confronto a ciò che ora mi è stato rivelato ».

Tre giorni prima di morire, Tommaso fece a Reginaldo la confessione generale dei suoi peccati e ricevette l’Eucaristia. Prima di comunicarsi, Tommaso pronunciò la sua professione di fede eucaristica. Essa .... costituisce un po’ il giudizio che il morente formula sulla sua opera :

«Io ti ricevo prezzo della redenzione della mia anima, ti ricevo viatico del mio pellegrinaggio, per amore del quale ho studiato, vegliato, lavorato; te ho predicato, te ho insegnato; mai ho detto qualcosa contro di te, e se l’ho fatto è per ignoranza e non mi ostino nel mio errore; se ho mal insegnato circa questo sacramento o circa gli altri, lo sottometto al giudizio della santa Chiesa romana, nella cui obbedienza ora lascio questa vita».

Tommaso morì il 7 marzo 1274 aveva  49 anni.

Il 7 marzo 2011 la nostra comunità di Fondi ha accettato  con gioia l’invito dell’Associazione al pellegrinaggio ad Aquino, città natale del santo Dottore Angelico per concludervi i festeggiamenti a lui dedicati. Dopo lo scambio di rito in occasione del gemellaggio,alla presenza delle autorità cittadine e la celebrazione Eucaristia, nonostante il freddo e un po’ di pioggia si è svolto il tradizionale corteo storico in costume per le vie della città.

La serata si è piacevolmente conclusa al coperto con una cena offerta dal Comitato locale di preparazione dell’evento.

Lascia un commento

Make sure you enter the (*) required information where indicated.
Basic HTML code is allowed.