In due parole...

Come Domenico vogliamo manifestare e proclamare con la nostra vita e la nostra parola, la misericordia di Dio, la liberazione e la riconciliazione di tutti gli uomini in Gesù Cristo.

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sr Elena

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Mese del Rosario

Venerdì, 04 Ottobre 2013 12:24 Pubblicato in Predicazione
 

Maria, Madre della Chiesa


mariaQuesto appellativo, voluto da Paolo VI alla conclusione del Concilio Vaticano II°, esprime in modo incisivo la missione di Maria, Donna di contemplazione e azione, nell'economia della salvezza. Illumina tutta la missione di Maria Vergine, Sposa e Madre che continua senza posa nell'Eternità, in Paradiso, per ben capirci. Molti sono i suggerimenti per nuovi approfondimenti spirituali e ecclesiali che questa densa invocazione suggerisce. Ma mi limito solo a qualche spunto che può ravvivare la nostra vita domenicana. 

Certamente Maria parla a tutti, ma in questa breve riflessione desidero contemplare Maria sotto un'angolatura un po' diversa. Certamente la Vergine Santissima è sempre la donna vestita di Sole, ma la immagino anche pur sempre con il grembiule di casa perché madre di famiglia. E' lei che ci aiuta, giorno per giorno, a riscoprire la Chiesa come la "famiglia" voluta dal Padre di ogni misericordia. Maria ha per noi, suoi figli e figlie, la missione del nostro quotidiano. E' un compito affidatole per l'Eternità: mai finiremo di meravigliarci e gioire della sua maternità luminosa, feconda, attenta alle piccole cose che formano la nostra esistenza. Come il Figlio cinge ai fianchi il grembiule del servizio. Per questo è Regina, perché servire è regnare.
 

L'inizio di questo Regno nella nostra storia è lì nel silenzio di Nazareth: lei unica testimone. La vita di Gesù, dolce Verbo incarnato, si racchiude nel suo tempo sulla terra tra due momenti ineffabili e ambedue affidati alla "donna": a Maria, la Madre e a Maria Maddalena "la guarita" che annuncia la Risurrezione.
 
Chi può dire di essere stato testimone di questi momenti tanto grandi che dilatano i giorni di ogni umano calendario, lo trascendono e lo trasformano da esilio a pellegrinaggio di salvezza? Solo loro sono le testimoni, ma non ci sarebbe la Maddalena, l'appassionata Maddalena, senza l'umile e forte Maria di Nazareth che con il suo Sì ha aperto la porta della misericordia che come un fiume d'acqua cristallina irriga la nostra vita.
 

"Occorre imparare da Maria: rivivere la sua disponibilità totale a ricevere Cristo nella sua vita". Così Papa Francesco. Maria ha accolto, Maria dona. Il contemplata aliis tradere è la dinamica d'amore del suo vivere. Mi piace ricordare quanto leggiamo nel Dialogo della Divina Provvidenza di S. Caterina da Siena. La Vergine dona l'abito al nostro Ordine. Andiamo subito al significato profondo di habitus: ci ha dato lo stile di vita, ci ha rivestito perché ci affida la sua stessa missione.

Ma la Vergine è anche donna di azione. Dal suo sì, che ci dice tutta la grandezza della libertà dell'uomo, come preghiamo con un'orazione di Caterina, al suo intervento a Cana sino alla sua presenza ai piedi della Croce. Presenza di attiva e amante partecipazione perché perfettamente unita al volere del Padre. Quello stabat Mater non è agghiacciante fissità per il dolore, ma fedeltà materna e sponsale che nuovamente genera il Figlio, l'immacolato Agnello, sull'altare del Golgota: Madre ecco tuo figlio, figlio ecco tua Madre.
 

Maria Madre della Chiesa, Donna di contemplazione e intercessione. La ritroviamo in preghiera con gli Apostoli, con i tanti discepoli di Cristo nel Cenacolo nell'attesa dello Spirito Santo. Ma se Maria non fosse stata con loro su quanti di loro la paura, l'incertezza, il dubbio avrebbero avuto il sopravvento. Pensiamola, allora, in quei giorni di attesa, ma anche di ansia, nella concretezza dell'umile quotidiano; ascoltiamola quando con fermezza e dolcezza ricorda, anzi fa memoria della vita del Figlio Risorto: in quel Cenacolo la incontriamo nella pienezza del suo esser madre della Chiesa. Non più la giovinetta di Nazareth, ma la donna che ha ormai lungamente camminato sui sentieri polverosi, impervi della vita, ma sempre illuminata dal Figlio, luce del mondo.
 

Maria, Madre della Chiesa può esortare, sostenere il piccolo gregge perché sa che cosa significhi credere, sperare quando tutto tace, amare come ha amato il suo Figlio, il Figlio di Dio.
 

Maria, Madre della Chiesa, continua sempre a meditare in cuore suo la Parola per darla poi a noi come una madre che nutre il proprio figlio.
 

Non è forse questa maternità verginale e sponsale che il nostro Santo Padre Domenico in Maria ha affidato ad ogni sua figlia?

 

Domenica delle Palme

Domenica, 24 Marzo 2013 07:40 Pubblicato in Predicazione


695px-Pietro Lorenzetti - Entry of Christ into Jerusalem - WGA13502

Stiamo ora, Signore, iniziando

la settimana più grande dell'anno,

la settimana più decisiva

di tutta la tua e nostra vita:

Signore, più e prima della città

entra nei nostri pensieri

e allora anche noi gioiremo ed esulteremo.

Si, abbiamo bisogno di speranza,

e solo tu sei la nostra speranza, Signore;

abbiamo bisogno di pace

e tu sei la nostra pace;

si, abbiamo bisogno di gioia,

ma noi non sappiamo neppure

cosa sia la gioia;

lontani da te non c'è gioia, Signore!

Già da questa festa delle Palme

ci conforti e ci sostenga

nella traversata dei giorni che incombono,

la certezza della tua e nostra Pasqua.

Amen.

P. Davide Maria Turoldo


palme

Mercoledì delle ceneri

Mercoledì, 13 Febbraio 2013 13:20 Pubblicato in Predicazione
INVIO ...

Foto1854

Il tempo

provi ad afferrarlo e a trattenerlo

e a trattenerlo

fugge

E non c'è più

Se apri la mano

che voleva racchiuderlo

trovi solo ferite d'esilio

Il tempo

se lo vuoi

offrilo

Rallenta la sua morsaImmagine 281

e a te viene come colomba di pace

come fuoco di eternità .

Il tempo

è il campo che custodisce

la perla preziosa

a volte nascosta nel deserto

ti attende, se vuoi ..

Non vi è moneta

che lo possa comperare

solo l'amore lo riscatta

Allora tu vedrai

che ciò che era "perduto"

a te ritorna

nel fiorito deserto

sotto fresca rugiada

di solare mattino

come fresca aura

di chiara eternità.

Perché in principio era l'Amore.

Battesimo del Signore

Domenica, 13 Gennaio 2013 15:53 Pubblicato in Predicazione
 
 

Battesimo Bellini

Ogni qualvolta meditiamo un momento della vita di Gesù ci sorprendiamo a pensare: ecco si fatto uno di noi, Che cosa poteva fare di più per essere un o di noi ... E di stupore in stupore varchiamo la porta della Fede prendendo sempre più consapevolezza che ad ogni nuovo e significativo gesto visibile, umano di Gesù di Nazareth segue un dono che apre la porta della vita eterna. Al battesimo di Giovanni al quale facendo nuove tutte le cose in quelle acque del Giordano simbolo della vita come l'acqua nel seno materno, segue il dono del suo battesimo: "Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco". Il suo Regno, regno dell'Amore è qui in mezzo a noi.

 

La fede, infatti, cresce quando è vissuta come esperienza di un amore ricevuto e quando viene comunicata come esperienza di grazia e di gioia (PF 7)

Allora condivido con voi una testimonianza di un medico inviatami questi giorni tramite facebook .

Erano circa le 8.30 di una mattinata intensa quando un anziano signore ottantenne è arrivato per far rimuovere i punti dal suo pollice. Disse subito che era di fretta perché aveva un appuntamento alle 9.00. Presi nota dei suoi dati e lo invitai a prendere posto. Sapevo che ci sarebbe voluto più di un'ora prima che qualcuno potesse occuparsi di lui. Lo vidi controllare l'orologio ansiosamente per tutto il tempo e poi decisi di valutare io stesso la sua ferita dal momento che non ero occupato con altri pazienti.

All'esame la ferita risultava ben guarita. Parlai con uno dei medici per ottenere il materiale per rimuovere i punti di sutura e lo feci, ma mentre mi stavo prendendo cura di lui è iniziata una conversazione. Gli domandai se avesse un altro appuntamento medico in seguito, se era per questo che aveva così tanta fretta.

Il signore mi disse di no e rispose che doveva andare alla casa di cura per far colazione con sua moglie. Mi informai della sua salute. Mi disse che era nella casa di cura da tempo, essendo una vittima del morbo di Alzheimer. Sondai ulteriormente la questione chiedendo se la moglie si sarebbe molto alterata per il suo ritardo. Mi rispose che la donna non sapeva più chi lui fosse, non era in grado di riconoscerlo da cinque anni.

Sorpreso gli chiesi: "E va ancora ogni mattina, anche se lei non sa chi sei?"

L'uomo sorrise e batté la mano e disse: "Mia moglie non mi conosce, ma io so ancora chi lei è."

Ho dovuto trattenere le lacrime mentre se ne andava.

Ho avuto la pelle d'oca sul braccio, e ho pensato: "Questo è il tipo di amore che voglio nella mia vita." Il vero amore non è né fisico né romantico. Il vero amore è l'accettazione di tutto ciò che è, è stato, sarà e non sarà.

Ma ho anche pensato alla fedeltà di Cristo che sempre viene nella mia vita, nella vita di ogni uomo ... anche se non Lo riconosciamo. E' venuto tra noi il Verbo fatto carne. Ha posto la sua tenda nelle nostre giornate con una missione ben precisa: Nulla Lo farà desistere dall'amarci e avere sempre cura di noi.