In due parole...

Come Domenico vogliamo manifestare e proclamare con la nostra vita e la nostra parola, la misericordia di Dio, la liberazione e la riconciliazione di tutti gli uomini in Gesù Cristo.

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Sr Catherine Elisabeth

Sr Catherine Elisabeth

"Noi crediamo che la grazia di Dio consiste proprio in questo suo volersi lasciar conquistare dall'uomo, in questo suo consegnarsi, per così dire, a lui. Dio vuole entrare nel mondo che è suo, ma vuole farlo attraverso l'uomo: ecco il mistero della nostra esistenza. Dio entra là dove lo si lascia entrare. " (Martin Buber, Il cammino dell'uomo)

Capitolo: galleria di foto

Mercoledì, 11 Luglio 2012 04:26 Pubblicato in Capitolo provinciale
Eccoci nelle nostre giornate di lavoro ...
 
 
Abbiamo ringraziato Sr Marie Jean e il suo consiglio: sr Annalisa e sr Ginevra e l'economa sr Christine.

Giovani a Ganghereto

Martedì, 05 Giugno 2012 04:23 Pubblicato in Bollettino
Non è un miraggio!!!!!

Ganghereto, un'oasi di pace nel deserto che ci circonda tutti i giorni: così abbiamo definito questo luogo di preghiera che ci ha ospitato e ricaricato nel primo week-end di giungo. Percorrendo in macchina la salita che porta alla casa-comunità, la prima impressione che si ha è quella di essere in un miraggio; per noi fiessesi abituati alla pianura padana, è stato suggestivo attraversare un "orto degli ulivi" così rigoglioso, e il pensiero che di primo acchito è venuto alla mente è stato: "Chissà in che meraviglioso posticino ci ha portato questa volta don Antonio!?".

La Toscana, con le sue dolci colline, offre il posto d'onore a questo "rifugio di anime", con i suoi cipressi e le notti stellate che richiamano alla mente e quasi trasformano in realtà paesaggi lontani dipinti da Van Gogh e visti solo sui libri. Dio è stato generoso nel regalarci panorami di questa bellezza e, chissà, forse c'è anche "il suo zampino" se in questi luoghi sono stati creati centri di spiritualità come quello di Ganghereto.

ganghereto 1

Tornando a noi, in quanto giovani in cammino, abbiamo voluto fare una tappa a Ganghereto, su proposta di Don Antonio e Michele che ci hanno seguiti durante l'anno e che già prima di noi "si erano fermati" in questo luogo.

Qui abbiamo concluso il nostro percorso di formazione (o perlomeno una parte, perché non si finisce mai di Formarsi!) e qui siamo entrati a contatto con la comunità di simpaticissime suore domenicane che ha la fortuna di vivere a stretto contatto... con il Signore!

Immediatamente siamo stati travolti dallo stile di questo luogo, abbastanza estraneo dai canoni quotidiani ai quali siamo sempre molto legati e dai quali, nonostante ciò, necessitiamo momenti di pausa.

Molto caro alla comunità è il concetto di condivisione e in questi due giorni, brevi ma intensi, abbiamo avuto modo di sperimentarlo in prima persona. Innanzitutto si è instaurato un rapporto particolare, anche amichevole, tra noi e le suore. Subito vi è stata una collaborazione naturale, una sorta di simpatia (o Empatia??) spontanea che ci ha portato appunto a condividere molti aspetti: il cibo, le esperienze, i racconti, i momenti di preghiera, di gioia, le riflessioni... .

 

 

ganghereto 2

 
 

Una caratteristica delle suore che Subito colpisce, e forse è proprio da questa che deriva una reciproca e immediata simpatia, è il loro sorriso che non se ne va mai (il segreto sarà nella statua della Madonna del Sorriso che si trova nella bella chiesetta??): quel sorriso che è sempre lì fin dall'inizio, pronto ad essere sfoggiato a tutti e ad emanare

gioia a profusione e costantemente. Proprio questa serenità d'animo e pace interiore sbalordisce e rimane impressa e sembra un tutt'uno armonioso con la tranquillità che quell'angolo di natura scaturisce da ogni singolo stelo d'erba.

 

 

Osservando nel complesso questo quadro che è Ganghereto, il nostro cuore ci fa capire quanto lo Spirito di Dio contribuisca a mantenere Vivi luoghi "creati" appositamente per noi e quanto Dio voglia bene e si prenda cura degli Uomini, perché sa che hanno un infinito bisogno di momenti di pura preghiera e di affidamento a Lui, tra i tanti affanni della vita (soprattutto quando a casa non si riesce a trovare lo spazio e/o il momento adatto!).

Questa esperienza a tutti è sembrata motivo di riposo fisico, ma allo stesso tempo motivo di impegno spirituale, aspetto anche da noi giovani trascurato nella vita di tutti i giorni, frenetica e sempre molto impegnata e piena di cose da Fare. Forse più che di Impegno spirituale, se ascoltiamo il nostro cuore, in fondo si deve parlare di Liberazione spirituale, o meglio, si è trattato di lasciarsi andare alle Esigenze dello spirito!

gangereto 3

Liberarci da tutto quello che solitamente e nel quotidiano occupa la nostra mente e offusca in qualche modo ciò che è davvero importante, è stato l'obbiettivo che all'inizio ci siamo posti. Anche se è un traguardo difficile perché ognuno di noi fa fatica a liberarsi delle sue piccole "tentazioni terrene", l'impressione che tutti abbiamo avuto una volta tornati a casa, è stata quella di aver rinvigorito la nostra anima (che tanto è assetata del Signore) e di aver ricucito, o perlomeno cercato di ricucire, quel filo che a volte si spezza tra noi e Dio.

Ma quali sono state le esperienze che più ci hanno Immerso nella Presenza-Pace del Signore??

Innanzitutto l'Adorazione Eucaristica. Vissuta da tutti, sebbene in modo diverso, come momento di pace o perlomeno di benessere, felicità.

Momento di vera "interruzione del tempo".

Momento in cui si vorrebbe rimanere "cullati" per sempre dalla presenza di Gesù, che è davvero vicino e fa sentire tutto il suo amore.

Incontro, non fisico ma quasi, con Gesù (l'incontro fisico vero e proprio lo abbiamo vissuto la domenica con l'Eucaristia)!

 

 

 

Meditazione

Poi il Deserto, tempo di riflessione personale e di incontro-Ascolto di Dio, tramite la sua Parola. Parola che ci ha accompagnato in questo anno di formazione e che ci ha fatto capire che

quando incontriamo il Signore a volte occorre stare un po' in Silenzio, perché è importante Ascoltare quello che ha da dirci, se vogliamo davvero fare la sua volontà realizzandoci come Uomini!

Un Deserto meditato sul Vangelo di Marco e sulle parole di San Paolo, per ricordarci che abbiamo dei talenti e carismi da far fruttare; sul Vangelo di Luca che ci insegna a servire con Umiltà.

Un Deserto che ha concluso un cammino di formazione incentrato sulla scoperta che ognuno di noi è Persona Cristiana a Servizio.

Un Deserto che molti hanno deciso di intraprendere proprio nel campo di ulivi, che un po' ci aveva suggestionato nella salita alla "roccaforte dello Spirito" e che durante la riflessione ci ha fatto capire che niente a Ganghereto è posto a caso.

Preghiera, Adorazione Eucaristica, Deserto, Eucaristia, ci faranno ricordare anche che Dio è Sempre in mezzo a noi e che possiamo incontrarlo e invocare il suo Spirito anche a Fiesso; di sicuro è un po' più impegnativo, ma la preghiera e la Messa della domenica sono "strumenti" validi che ci sono stati donati per andarGli incontro!

Come siamo usciti da questa esperienza? Più ricchi di prima, perché abbiamo dato (non tanto materialmente!) e tanto abbiamo ricevuto. Insomma, che potenza questa con-divisione! Dividere-Con gli altri per arricchirsi... un po' il segreto del Vangelo! Il tutto a vantaggio del nostro Bagaglio Spirituale... che, quello, ci auguriamo non ci dia mai la sensazione di essere riempito!

I giovani della parrocchia di Fiesso Umbertiano

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P.S. (Un grazie di cuore alle splendide suore, nella speranza di ritornare presto vi mandiamo un caloroso abbraccio!!)

Apertura del capitolo - prière

Sabato, 07 Luglio 2012 10:57 Pubblicato in Capitolo provinciale
Lecture de l'Evangile de Lc 14, 27... 35

Des foules nombreuses marchaient avec Jésus. Se tournant alors vers elles, il leur dit : ... quiconque ne porte pas sa propre croix et ne vient pas derrière moi, ne peut être mon disciple.

Car qui d'entre vous, voulant construire une tour, s'étant d'abord assis, ne compte-t-il pas la dépense pour voir s'il a de quoi mener à bien son entreprise ? De peur qu'ayant posé les fondations, il n'ait pas les moyens d'achever l'ouvrage, et que tous ceux qui l'observent commencent à se moquer de lui...

Que celui qui a des oreilles pour entendre, entende !

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« Qui d'entre vous ? »... le Seigneur nous adresse à chacune personnellement cette courte parabole. Il nous faut alors nous placer dans l'optique de vouloir construire une tour. Tout d'abord « vouloir ». Il en va de notre liberté mais aussi de notre engagement. Nous le savons, un chapitre nous engage. Il nous engage personnellement bien sûr mais à travers nous, il engage toute la province, le présent comme l'avenir.

Nous sommes invitées aujourd'hui à construire une tour, cela signifie pouvoir regarder au loin, prendre de la hauteur par rapport aux situations et peut-être mieux comprendre ainsi la stratégie à adopter selon les nécessités.

La tour dans l'imagerie biblique nous renvoie spontanément à Babel, bien sûr, avec cette tendance humaine à vouloir rivaliser dans la hauteur, à vouloir dominer, faire des exploits.

Babel c'est aussi le symbole de la dispersion géographique, de la multiplicité des langues et des cultures voulues par Dieu et dont nous faisons l'expérience dans notre quotidien de province, de congrégation.

Dans la Bible, la tour évoque également la péricope du chant de la vigne dans les premiers chapitres d'Isaïe. Ce projet de faire fructifier une magnifique vigne et de construire au cœur de ces plantations, une tour. Projet qui a demandé beaucoup de labeur mais dont le résultat reste décevant. Par bonheur, Dieu a de la suite dans les idées et n'abandonne pas son dessein de salut!

Dans l'Evangile, la tour est incarnée de manière voilée par une personne : Marie de Magdala. L'éthymologie du nom de Madeleine est en effet « la tour », et cette fois celle que Dieu a rebâti en libérant cette femme de son péché, en se préparant ainsi une digne demeure et un messager de la bonne nouvelle, de la victoire de la vie sur la mort, de la miséricorde sur le péché. Va vers tes frères et dis-leur... Et par ce biais, vous voyez que nous rejoignons le thème de cette année pour le jubilé de l'Ordre.


Avant de commencer à bâtir, Jésus conseille de placer une exigence, celle de s'asseoir, alors que le contexte de la parabole se situe dans une marche : une foule qui suit Jésus. S'asseoir avant de prendre une décision importante. Et cette décision dans ce passage de Lc, elle est sur un double registre : celle de bâtir une tour, donc de faire le projet d'une œuvre mais la pointe de la parabole se situe bien ailleurs. Il s'agit pour chacun des membres de cette foule de décider, s'il veut réellement devenir disciple de Jésus et le prix à y mettre.

 Mais savons-nous encore nous asseoir dans nos vies stressantes, c'est-à-dire prendre le temps de discerner sur notre agir, de se disposer à l'écoute, de goûter tout simplement la vie au lieu de se laisser dévorer par elle ?

prière

S'asseoir pour se laisser habiter par une qualité de silence et de présence comme nous l'enseigne Jésus.

Jésus était assis au milieu des docteurs ; il les écoutait et il les interrogeait.

Jésus gravit la montagne et là il s'assit avec ses disciples.

Jésus replia le livre, le rendit aux servants et s'assit. Tous avaient les yeux fixés sur lui.

Fatigué du chemin, Jésus était assis, tout simplement, au bord du puits.

Marie, assise aux pieds du Seigneur, écoutait sa parole.

Pour construire une tour, les pierres sont nécessaires. Mais pas seulement les pierres. Il faut pouvoir aller jusqu'au bout de l'entreprise. Les traductions portent en général sur l'idée d'achèvement. Un exégète préfère l'idée d'ajustement : « Il s'agit d'organiser les travaux et de l'agencement de la construction elle-même. Tout doit s'ajuster : les dépenses avec les moyens du propriétaire, les travaux avec les plans, les étapes de la construction avec le bon ordre et enfin les éléments de la tour entre eux ».

Saint Paul nous rappelle quelques principes dans la construction:

Eph 2,20-22: Vous êtes de la famille de Dieu. Vous avez été intégrés dans la construction qui a pour fondation les Apôtres et les prophètes, et Jésus-Christ comme pierre maîtresse. C'est en lui que toute construction s'ajuste et s'élève pour former un temple saint dans le Seigneur. C'est en lui que, vous aussi, vous êtes ensemble intégrés à la construction pour devenir une demeure de dieu par l'Esprit.

C'est de lui, que le corps tout entier, coordonné et bien uni grâce à toutes les articulations qui le desservent, selon une activité répartie à la mesure de chacun, réalise sa propre croissance pour se construire lui-même dans l'amour.

1 Cor 3,9... 13: Vous êtes la maison que Dieu construit. Nul ne peut poser un autre fondement que celui qui est en place : Jésus-Christ. Que l'on bâtisse sur ce fondement avec de l'or, de l'argent, des pierres précieuses, du bois, du foin ou de la paille, l'œuvre de chacun sera mise en évidence.

Mais que chacun prenne garde à la manière dont il bâtit.


Que ce chapitre soit aussi pour nous « una felice esperienza » de projets à réaliser ensemble, en mettant en commun tout ce que nous avons de meilleur pour la gloire de Dieu et le salut du monde.

Notizie del capitolo

Venerdì, 06 Luglio 2012 10:03 Pubblicato in Capitolo provinciale
Dal 7 al 14 luglio celebriamo il nostro capitolo provinciale a Roma ...
 
Preghiera per il capitolo
 
 
 
Sant'Isidoro di Siviglia

(dottore della Chiesa - VI sec.)

Siamo qui dinanzi a te, o Spirito Santo;

sentiamo il peso delle nostre debolezze,

ma siamo tutti riuniti del tuo nome;

vieni a noi, assistici, vieni nei nostri cuori;

insegnaci tu ciò che dobbiamo fare,

mostraci tu il cammino da seguire,

compi tu stesso quanto da noi richiesto.

Sii tu solo a suggerire e a guidare le nostre decisioni,

perché tu solo, con Dio Padre e con il Figlio suo, hai un nome santo e glorioso;

non permettere che sia lesa da noi la giustizia, tu che ami l'ordine e la pace;

non ci faccia sviare l'ignoranza;

non ci renda parziali l'umana simpatia, non ci influenzino cariche e persone;

tienici stretti a te e in nulla ci distogliamo dalla verità;

fa' che riuniti nel tuo santo nome, s

appiamo contemperare bontà e fermezza insieme,

così da fare tutto in armonia con te,

nell'attesa che per il fedele compimento del dovere

ci siano dati in futuro i beni eterni. Amen.